Io qui vi pago lo stipendio…

Rimasi agghiacciato dalla frase detta con tono di trionfo compiacente da un  giovane manager rampante che era stato messo a capo di un’azienda produttrice di frese e per la quale facevo il consulente e formatore manageriale.

Era nella hall dell’azienda, grandi luci, grandi scale, grandi orecchie: “Sono io qui che vi pago lo stipendio!!” urlò, con espressione orgasmica.

avrei voluto che il grande lampadario che lo sovrastava si trasformasse in una grande fresa e lo cancellasse definitivamente dalla faccia della terra. Le gambe mi tremavano, perchè indirettamente ero anche io coinvolto in questa “omicidiale frase” che ancora riecheggia nella mia mente dopo anni.

Giornate di corsi di team building, analisi sul clima, buttati via in una manciata di secondi, insieme ai miei concetti e valori che avevo cercato di diffondere in azienda con tutto il sentimento e la passione che mi caratterizza.

La fotografia che ho in mente è di un palcoscenico, la hall aziendale appunto, l’attore protagonista avvolto nel suo cappotto di cachemire, viso abbronzato e orologio d’oro, la luce del lampadario che faceva risaltare la sua espressione goduta e la sua corte dei miracoli, il middle management, che lo guardava ed ascoltava con l’espressione attonita di coloro che in un nano secondo avevano capito di essere stati presi per i fondelli.

Forse il “grande piccolo capo” non aveva capito, nella sua rapida ascesa al trono, che lui, con lo stipendio altrui non aveva niente a che fare e che nel momento in cui aveva pronunciato l’infelice frase, coloro che lo avevano sentito avevano sicuramente pensato il contrario: “idiota, siamo noi che ti paghiamo il tuo”.

Mi consolai pensando che tutto sommato, nell’ottica del “team building” meglio tutti contro il capo, che l’uno contro l’altro.

 

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